Nuova classificazione zone sismiche

 

  1a Categoria sismica   1a Categoria sismica   1a Categoria sismica
  2a Categoria sismica   2a Categoria sismica   2a Categoria sismica
  3a Categoria sismica   3a Categoria sismica   3a Categoria sismica
  Zona non sismica   Zona non sismica   4a Categoria sismica
Mappa sismica attuale
Mappa sismica proposta nel 1998
Mappa sismica indicativa zonizzazione 2003
 
 

Con l’ordinanza n.3274, firmata dal Presidente del Consiglio in data 20/03/2003, vengono totalmente ridisegnate le Norme Tecniche per le costruzioni in zona sismica (in realtà, come si vedrà più avanti, per tutte le costruzioni poiché tutto il territorio italiano viene classificato sismico!).
Le nuove norme sono composte da 4 allegati:

1) Criteri per l’individuazione delle zone sismiche – individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone;
2) Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici;
3) Norme tecniche per il progetto sismico dei ponti;
4) Norme tecniche per il progetto sismico di opere di fondazione e di sostegno dei terreni.

Alcune delle principali novità possono individuarsi nei seguenti punti:

- Abbandono definitivo del metodo di verifica alle “Tensioni Ammissibili”, in favore del metodo agli “Stati Limite”;
- Nuova classificazione sismica di tutti i comuni italiani con l’introduzione della 4a categoria sismica che ricomprende come zona a bassa sismicità tutti i comuni sino ad oggi ricadenti in zona sismica. Ciò significa che tutto il territorio nazionale è dichiarato sismico (secondo varie categorie) e dovrà sempre effettuarsi un calcolo che tenga conto di eventuali azioni orizzontali di natura sismica.
- Le nuove norme hanno un’impostazione molto moderna ispirata alle più avanzate norme sismiche oggi esistenti (Eurocodice 8 e Norme ACI). Tali norme, che pongono particolare enfasi sul concetto di duttilità, recepiscono le indicazioni, fino ad oggi facoltative, della Circolare del 10/04/1997.
- Viene introdotto il concetto di Stato Limite del Danno al fine di assicurare che le costruzioni non solo sopportino sismi distruttivi senza collassare, ma che per sismi con tempi di ritorno inferiori (dell’ordine della durata della vita della struttura stessa) non si verifichi danno alcuno alle parti non strutturali (impianti, tamponature, ecc..).
- Viene sostituito il diagramma dello spettro di risposta attualmente vigente.
- Le norme attuali continueranno ad essere valide ancora per 18 mesi dalla entrata in vigore delle nuove norme.
- Le norme comprendono una parte dedicata agli interventi da effettuarsi su edifici esistenti.
- Le norme prevedono che entro 5 anni dalla data di approvazione dell’ordinanza (20/03/2003) tutti gli edifici di interesse strategico e tutte le opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso devono essere sottoposte a verifica con le nuove norme.

Verifica la zona sismica del tuo comune..

 

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