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CONDONO EDILIZIO-2003-2004  DECRETO LEGGE 269/2003  DECRETO LEGGE  326/2003

 PROROGA 31 LUGLIO 2004    PROROGA 10/DICEMBRE 2004

 

 

 

 
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(NUOVO CONDONO EDILIZIO 2003)

Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare disposizionI  per favorire lo sviluppo economico e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici;
 

Nuovo Condono Edilizio 2003, Gazzetta Ufficiale n°229 del  02/10/2003 decreto legge 30 settembre 2003, n.269
Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici

Nuovo Condono edilizio 2003 -Decreto Legge 269/2003 30/09 del 30/09/2003 in formt. ZiP(3.88 MB)

Nuovo Condono Edilizio 2003 Decreto legge 326/2003. Conversione dal decreto legge 269 del 30/09/2003-Gazzetta ufficiale n° 274 /2003 (ultime modifiche )

Condono edilizio 2003.Cosa Cambia (in breve ) tra il decreto legge 269 e la legge definitiva 326 

Condono edilizio 2003. Proroga fino al 31/07/2004 .Decreto legge 82 del 31/07/2004. Gazzetta ufficiale n°76 del 31/03/2004 Il Governo ha esteso con  proroga fino al prossimo 31 luglio, il termine di presentazione delle domande di Condono. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un decreto-legge che, oltre a disporre lo slittamento del termine per la presentazione delle domande di regolarizzazione degli illeciti edilizi, proroga al 30 settembre ed al 30 novembre 2004 i termini per il pagamento, rispettivamente, della seconda e della terza rata dell'oblazione e degli oneri concessori.
 

 

Cosa Cambia (in breve)-Per il testo completo scarica il file in Pdf
La legge appena pubblicata apporta delle modifiche al testo originario, infatti la legge lascia invariato il limite di 750 metri cubi per ogni richiesta ma aggiunge che complessivamente non può essere sanata una costruzione che superi complessivamente i 3000 metri cubi che coincidono in 7 o 8 appartamenti da 100 110 mq di superficie.
Per quanto concerne l’ampliamento delle costruzioni esistenti viene confermato il limite del 30% della volumetria della costruzione esistente o 750 metri cubi.
ILsoggetto comunale competente a decidere in tema di demolizioni di opere abusive;  passa  dal Sindaco al Prefetto.
Rimane inalterato l’obbligo di non vendere per i 5 anni successivi alla sanatoriale opere che sorgenti su aree pubbliche

La richiesta di condonare le opere abusive deve pervenire al comune in cui sorge l’opera entro il 31 marzo 2004 e la domanda deve essere corredata da tutta la documentazione necessaria : a) b) c) d)
........
La documentazione va intergrata entro  fine  settembre 2004 con l’accatastamento dell’immobile, la denuncia ICI e la denuncia per lo smaltimento dei rifiuti.
Se l’immobile sorge sul territorio dello Stato, questo deve essere indicato in richiesta, e in questo caso è necessario verificare, recandosi all’agenzia del demanio, la disponibilità dello Stato a cedere in termini onerosi l’area o a titolo definitivo o a titolo di locazione,quindi procedere alla risoluzione degli oneri.
Contestualmente alla domanda deve essere consegnata al demanio anche copia di tutta la documentazione presentata al comune.
Entro il 31 dicembre 2004 l’agenzia deve dare parere positivo o negativo sulla richiesta contenuta in domanda.
Per quanto concerne il prezzo di acquisto delle aree demaniali, questo viene determinato applicando i criteri contenuti nella tabella B allegata alla legge e deve essere corrisposto in due rate una con data di scadenza il 30 giugno 2005 e l’altra il 31 dicembre 2005.
Tutta la procedura della vendita deve terminare entro il 31 dicembre 2006.
Il provvedimento che viene rilasciato dalla agenzia con il quale si attesta il diritto del permanere dell’opera sul territorio dello Stato ha valore venti anni.
Per quanto concerne il costo della sanatoria (oblazione) questo varia dai 60 ai 150 euro per metro quadrato in funzione della tipologia dell’abuso, e gli oneri concessori vanno versati anticipatamente al comune secondo i criteri indicati dalla tabella D allegata al provvedimento.
Il 30% delle somme relative all’oblazione vanno versate entro il 31 marzo 2004 e altre due rate del 35% vanno corrisposte entro il 30 giugno 2004 e il 30 settembre 2004.
La prima rata non potrà avere importo inferiore a 1700,00 euro, e nel caso in cui il costo totale della sanatoria sia inferiore a tale cifra, il pagamento deve essere corrisposto in un’unica soluzione.
Il 30% delle somme relative agli oneri concessori invece devono essere corrisposte in anticipo secondo le modalità indicate dalla tabella D allegata alla legge e entro il 31 marzo 2004 per un importo che non può essere inferiore a 500,00 euro.
Le altre due rate devono essere corrisposte entro il 30 giugno 2004 e il 30 settembre 2004.
Il saldo va fatto entro il 31 dicembre 2006.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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APPLICATIVI

Nuovo Condono Edilizio 2003
Abusi e Calcolo Oblazione
Opere Sanabili  
Opere non sanabili
Scadenzario
Quadro abusi e Calcolo Oblazione a mq

 

CONDONO EDILIZIO: ULTIME

>>12/11 Condono Regione per Regione .       In mancanza di propria normativa       vale la disciplina dell'art.32 della legge 269/2003
» 06/09 -   Regione Lazio; in arrivo il TU urbanistica
Forse conterrà anche le disposizioni sul condono
» 03/09 -   Le Regioni devono legiferare sul condono entro il 12 novembre
E' esclusa la possibilità di disapplicarlo
» 01/09 -   Domanda di condono
Se il comune non risponde in tempo risarcisce i danni
» 31/08 -   Condono edilizio: presentazione delle nuove domande
Salvo diverse disposizioni regionali, richieste da consegnare dal 12 novembre al 10 dicembre 2004
» 27/07 -   Condono edilizio; chiusura delle compravendite possibile in presenza della domanda
A patto che sia stata presentata prima della sentenza della Corte Costituzionale

Commenti e  posizioni contrastanti

  Bassolino lo boccia

Condono edilizio, Ance: si penalizza la legalità Risorse per interventi ambientali                      

Condono edilizio, sì della maggioranza
Mini-condono stile "soft", entra nella Finanziaria 2003 da 16mld

Condono edilizio, Asppi: premia i furbi
Il no dei piccoli proprietari
Condono edilizio, entrata per lo Stato di 5,1 mld A fronte di 8,7 mld come costi di urbanizzazione per i comuni

Condono edilizio, Lunardi: per fare cassa non mi convince
Condono edilizio, no da Alemanno
"Non può essere un viatico per giustificare scempi ambientali"                                 Condono edilizio, potrebbe fruttare da 1 a 2,5 mld euro Secondo le dichiarazioni del Governo sembra destinato ad arrivare

 WWF

Diciannove associazioni protestano contro la sanatoria che consente di legalizzare gli abusi costruiti anche sul demanio, di svendere il patrimonio disponibile dello Stato a chi ha commesso abusi sulla proprietà pubblica, di cumulare le singole richieste di condono degli abusi edilizi per nuove costruzioni e di assolvere anche l’abusivo dell’ultima ora. A partire da oggi a Roma, 19 associazioni ambientaliste e di tutela hanno scelto una forma di protesta organizzata, di fronte al Senato: si tratta di Acli Anni Verdi, Animalisti Italiani, Associazione Ambiente e Lavoro, Amici Della Terra, Associazione Bianchi Bandinelli, Comitato Per La Bellezza, Fai, Fare Verde, Greenpeace, Inu, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Società Geografica Italiana, Vas, WWF. Dopo lunghi mesi di incertezza il Governo ha emanato il Decreto-legge collegato alla Finanziaria 2004 che ora dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Non c'e' solo il condono edilizio: i rischi della Legge delega in materia ambientale, leggi il comunicato stampa (pdf)

 

Con questa azione le associazioni denunciano e intendono coinvolgere l’opinione pubblica sui gravissimi danni che provocherebbe questo provvedimento: l’intervento più pesante si realizzerebbe proprio sul demanio (specie marittimo), ovvero, su spiagge, coste e rive. Si interviene là dove anche i due precedenti condoni si erano fermati. Si trascura il fatto che l’abusivismo edilizio sia anche un reato e quindi il condono costituisce un'amnistia a pagamento con la quale lo Stato si illude di fare cassa per risanare i suoi conti, dimenticando che non vi sarebbe alcuna certezza delle entrate, mentre certe sarebbero le spese per i Comuni che saranno costretti a coprire i costi di urbanizzazione e di riqualificazione urbana. (leggi la scheda WWF che analizza il Decreto sul condono edilizio)

Secondo gli ambientalisti le garanzie inserite nel testo sono del tutto virtuali: "Difficile pensare che si riuscirà ad abbattere i manufatti abusivi sul demanio allo scadere delle concessioni che verranno rilasciate" sottolineano le 19 associazioni ambientaliste e di tutela. Con questa norma per la prima volta lo Stato conferisce agli abusivi un diritto che prima non avevano, introducendo la possibilità di chiedere il mantenimento delle costruzioni abusive". Si potranno inoltre alienare i terreni del patrimonio disponibile dello Stato sui quali sono stati realizzati abusi edilizi nonostante non sia stato mai realizzato un censimento completo delle aree appartenenti al demanio e al patrimonio. Si condoneranno gli abusi realizzati sino al 31 marzo del 2003, ma "I comuni non sono certo in grado di valutare quali esattamente siano le opere costruite entro quella data. E intanto qua e là in Italia si continua a costruire abusivamente" ricordano le associazioni.

Se il Parlamento convertirà in legge questo provvedimento si inaugurerà una vera e propria tassa sugli illeciti, si delegittimerà qualsiasi forma di pianificazione urbanistica e paesaggistica e si conferirà la patente di rispettabilità sociale agli abusivi, facendo pesare per anni sulle tasche dei contribuenti gli effetti di questo “pasticcio legislativo”.
                             E ALLORA?
Niente più condono sulle aree demaniali
E’ l’ultima decisione presa dal governo in tema di condono