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Cosa Cambia (in breve)-Per il testo completo scarica il file in Pdf
La legge appena pubblicata apporta delle modifiche al testo originario,
infatti la legge lascia invariato il limite di 750 metri cubi per ogni
richiesta ma aggiunge che complessivamente non può essere sanata una
costruzione che superi complessivamente i 3000 metri cubi che
coincidono in 7 o 8 appartamenti da 100 110 mq di superficie.
Per quanto concerne l’ampliamento delle costruzioni esistenti viene
confermato il limite del 30% della volumetria della costruzione
esistente o 750 metri cubi.
ILsoggetto comunale competente a decidere in tema di demolizioni di opere
abusive; passa dal Sindaco al Prefetto.
Rimane inalterato l’obbligo di non vendere per i 5 anni successivi alla
sanatoriale opere che sorgenti su aree pubbliche
La richiesta di condonare le opere abusive deve pervenire al comune in cui
sorge l’opera entro il 31 marzo 2004 e la domanda deve essere
corredata da tutta la documentazione necessaria : a) b) c) d)
........
La documentazione va intergrata entro fine settembre 2004
con l’accatastamento dell’immobile, la denuncia ICI e la denuncia per lo
smaltimento dei rifiuti.
Se l’immobile sorge sul territorio dello Stato, questo deve essere
indicato in richiesta, e in questo caso è necessario verificare, recandosi
all’agenzia del demanio, la disponibilità dello Stato a cedere in termini
onerosi l’area o a titolo definitivo o a titolo di locazione,quindi
procedere alla risoluzione degli oneri.
Contestualmente alla domanda deve essere consegnata al demanio anche copia
di tutta la documentazione presentata al comune.
Entro il 31 dicembre 2004 l’agenzia deve dare parere positivo o negativo
sulla richiesta contenuta in domanda.
Per quanto concerne il prezzo di acquisto delle aree demaniali, questo
viene determinato applicando i criteri contenuti nella tabella B allegata
alla legge e deve essere corrisposto in due rate una con data di scadenza
il 30 giugno 2005 e l’altra il 31 dicembre 2005.
Tutta la procedura della vendita deve terminare entro il 31 dicembre 2006.
Il provvedimento che viene rilasciato dalla agenzia con il quale si
attesta il diritto del permanere dell’opera sul territorio dello Stato ha
valore venti anni.
Per quanto concerne il costo della sanatoria (oblazione) questo varia dai
60 ai 150 euro per metro quadrato in funzione della tipologia dell’abuso,
e gli oneri concessori vanno versati anticipatamente al comune secondo i
criteri indicati dalla tabella D allegata al provvedimento.
Il 30% delle somme relative all’oblazione vanno versate entro il 31
marzo 2004 e altre due rate del 35% vanno corrisposte entro il 30
giugno 2004 e il 30 settembre 2004.
La prima rata non potrà avere importo inferiore a 1700,00 euro, e
nel caso in cui il costo totale della sanatoria sia inferiore a tale cifra,
il pagamento deve essere corrisposto in un’unica soluzione.
Il 30% delle somme relative agli oneri concessori invece devono essere
corrisposte in anticipo secondo le modalità indicate dalla tabella D
allegata alla legge e entro il 31 marzo 2004 per un importo che non può
essere inferiore a 500,00 euro.
Le altre due rate devono essere corrisposte entro il 30 giugno 2004 e il
30 settembre 2004.
Il saldo va fatto entro il 31 dicembre 2006.
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Commenti e posizioni contrastanti
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Bassolino lo boccia
Condono edilizio, Ance: si penalizza la legalità
Risorse per interventi ambientali
Condono edilizio, sì della maggioranza
Mini-condono stile "soft", entra nella Finanziaria 2003 da 16mld
Condono edilizio, Asppi: premia i furbi
Il no dei piccoli proprietari
Condono edilizio, entrata per lo Stato di 5,1 mld
A fronte di 8,7 mld come costi di urbanizzazione per i comuni
Condono edilizio, Lunardi: per fare cassa non mi convince
Condono edilizio, no da Alemanno
"Non può essere un viatico per giustificare scempi ambientali"
Condono edilizio, potrebbe fruttare da 1 a 2,5 mld euro
Secondo le dichiarazioni del Governo sembra destinato ad arrivare |
WWF
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Diciannove associazioni protestano contro
la sanatoria che consente di legalizzare gli abusi costruiti anche sul
demanio, di
svendere il patrimonio disponibile dello
Stato a chi ha commesso abusi sulla proprietà pubblica, di cumulare le
singole richieste di condono degli abusi edilizi per nuove costruzioni e
di assolvere anche l’abusivo dell’ultima ora. A partire da oggi a Roma,
19 associazioni ambientaliste e di tutela hanno scelto una forma di
protesta organizzata, di fronte al Senato: si tratta di Acli Anni Verdi,
Animalisti Italiani, Associazione Ambiente e Lavoro, Amici Della Terra,
Associazione Bianchi Bandinelli, Comitato Per La Bellezza, Fai, Fare
Verde, Greenpeace, Inu, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Pro
Natura, Società Geografica Italiana, Vas, WWF. Dopo lunghi mesi di
incertezza il Governo ha emanato il Decreto-legge collegato alla
Finanziaria 2004 che ora dovrà essere convertito in legge dal Parlamento
entro 60 giorni.
Non c'e' solo il condono edilizio: i rischi della Legge delega in
materia ambientale, leggi il comunicato stampa (pdf)
Con questa azione le associazioni denunciano e intendono coinvolgere
l’opinione pubblica sui gravissimi danni che provocherebbe questo
provvedimento: l’intervento più pesante si realizzerebbe proprio sul
demanio (specie marittimo), ovvero, su spiagge, coste e rive. Si
interviene là dove anche i due precedenti condoni si erano fermati. Si
trascura il fatto che l’abusivismo edilizio sia anche un reato e quindi
il condono costituisce un'amnistia a pagamento con la quale lo
Stato si illude di fare cassa per risanare i suoi conti, dimenticando
che non vi sarebbe alcuna certezza delle entrate, mentre certe sarebbero
le spese per i Comuni che saranno costretti a coprire i costi di
urbanizzazione e di riqualificazione urbana.
(leggi la scheda WWF che analizza il Decreto sul condono edilizio)
Secondo gli ambientalisti le garanzie inserite nel testo sono del
tutto virtuali: "Difficile pensare che si riuscirà ad abbattere i
manufatti abusivi sul demanio allo scadere delle concessioni che
verranno rilasciate" sottolineano le 19 associazioni ambientaliste e di
tutela. Con questa norma per la prima volta lo Stato conferisce agli
abusivi un diritto che prima non avevano, introducendo la possibilità di
chiedere il mantenimento delle costruzioni abusive". Si potranno inoltre
alienare i terreni del patrimonio disponibile dello Stato sui quali sono
stati realizzati abusi edilizi nonostante non sia stato mai realizzato
un censimento completo delle aree appartenenti al demanio e al
patrimonio. Si condoneranno gli abusi realizzati sino al 31 marzo del
2003, ma "I comuni non sono certo in grado di valutare quali esattamente
siano le opere costruite entro quella data. E intanto qua e là in Italia
si continua a costruire abusivamente" ricordano le associazioni.
Se il Parlamento convertirà in legge questo provvedimento si
inaugurerà una vera e propria tassa sugli illeciti, si delegittimerà
qualsiasi forma di pianificazione urbanistica e paesaggistica e si
conferirà la patente di rispettabilità sociale agli abusivi, facendo
pesare per anni sulle tasche dei contribuenti gli effetti di questo
“pasticcio legislativo”.
E ALLORA?
Niente più condono sulle aree demaniali
E’ l’ultima decisione presa dal governo in tema di condono
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